I giorni della merla

“Se i giorni della Merla saranno freddi, allora la primavera sarà bella; se sono caldi, la primavera arriverà in ritardo”.
Se quei giorni saranno con temperature miti, allora l’inverno sarà ancora rigido a lungo e la primavera tarderà ad arrivare.

Oramai il nuovo anno è iniziato, le attività sono riprese dopo lo stop delle vacanze natalizie, e anche il clima sta iniziando a cambiare. Si comincia già ad avvertire nei bei giorni, quel tepore stando al sole che prelude alla primavera, l’aria comincia a profumarsi di essenze vegetali e gli uccelli cominciano a farsi notare, con qualche cinguettio armonioso. 

Salvo cambiamenti meteorologici al momento non previsti, il freddo anche quest’anno sembra passato e le temperature sono più gradevoli. Ma come da calendario, è iniziata la frenesia e l’attesa per il puntuale ritorno dei “Giorni della Merla”, da sempre considerati i più freddi dell’anno. Ma cosa sono?

La storia

Molte sono le teorie che vanno ad indicare giorni della merla. I due principali che li racchiudono sono:

  • Leggende greche e romane:

    Ade invaghito di Persefone, figlia della dea Demetra, la rapì portandola via dalla madre che per la tristezza portava autunno e inverno (e con essi la carestia) agli uomini, mentre al ritorno della figlia dal regno degli inferi, regalava la primavera e l’estate quando rivedeva la figlia. Purtroppo, Ade costrinse Persefone a mangiare dei chicchi di melagrana e, siccome un’eterna legge del destino stabiliva che chi avesse mangiato nella casa del marito alcuni chicchi di questo frutto presto avrebbe fatto ritorno, Persefone era costretta a tornare nel regno di Ade. Poi Zeus stabilì che Persefone avrebbe vissuto mezzo anno con la madre e mezzo anno con il marito (alternanza delle stagioni).

  • Leggenda contemporanea:

    Nella storia “recente” il modo di dire deriva dal tramandarsi della storia di una merla con uno splendido candido piumaggio, che era regolarmente strapazzata da gennaio mese freddo ed ombroso, che si divertiva ad aspettare che la merla uscisse dal nido in cerca di cibo, per gettare sulla terra freddo e gelo. Stanca di questa situazione, la merla un anno decise di fare provviste sufficienti per un mese e si rinchiuse nel suo rifugio al riparo, per tutto il mese di gennaio, che allora aveva solo 28 giorni. L’ultimo giorno del mese, la merla pensando di aver ingannato gennaio ed essere riuscita a scampare all’inverno, si burlò del mese ed uscita dal nascondiglio, si mise a cantare per sbeffeggiarlo. Gennaio si offese e si risentì talmente tanto che chiese in prestito tre giorni al “collega” febbraio (29, 30 e 31), “i giorni della merla appunto”, facendola pagare così alla merla infreddolita, e si scatenò con bufere di neve, vento, gelo, pioggia. La merla, si rifugiò alla chetichella in un camino e lì restò al riparo per tre giorni. Quando uscì era sì salva, ma il suo bel piumaggio si era annerito a causa del fumo e rimase per sempre con le piume nere.

La verità del punto di vista storico

Come in tutte le leggende c’è sempre un fondo di verità; nel calendario romano il mese di gennaio aveva solo 29 giorni, che probabilmente con il passare degli anni e del tramandarsi oralmente si tramutarono in 31.

La verità dal punto di vista meteorologico

Dal punto di vista meteorologico, la leggenda dei giorni della merla non trova nessun riscontro. Infatti è dimostrato con dati alla mano, che sono facilmente consultabili da tutti negli archivi meteorologici sia locali che nazionali (visibili anche in rete), che ogni anno c’è una variazione delle temperature. Parafrasando la leggenda di Persefone, sembra che la stessa giochi ad anticipare sempre di più la sua fuga dall’ade, rendendo contenta la madre, ma andando ad “incasinare” la vita a noi miseri mortali, perché basse pioggia o assenza delle stesse, associate a nevicate che non fanno mai male nel periodo invernale, stanno creando anno dopo anno sempre maggiormente, situazioni di criticità per il reperimento del bene prezioso che si chiama “acqua”.

Speriamo che la merla questo anno ci grazi e permetta all’acqua ed alla neve, di rimpinguare fortemente le riserve idriche, in attesa di un’estate che speriamo sia calda al modo giusto.

Articolo redatto da Dr. Diego Tasselli, Dr. Stefano Ricci, Halminak Divisione Spazio, Dipartimento di Astronomia e Astrofisica e Dipartimento Climatologia e Meteorologia di  TS Corporation. – Tutti i diritti riservati.

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